Marcella Di Levrano nasce a Mesagne il 18 aprile 1964 e cresce con la madre e le
sue sorelle dopo che la madre abbandona il marito violento. Durante gli anni delle
scuole superiori, Marcella diventa vittima della droga, iniziando a frequentare
pericolosi membri della Sacra Corona Unita. Nonostante gli sforzi della sua famiglia
per aiutarla, Marcella cade nel vortice della dipendenza. Tuttavia, quando scopre di
essere incinta, trova una speranza di cambiamento e riesce ad allontanarsi dalla
droga per un po’. Ma, dopo la nascita della figlia Sara, la sua lotta interiore la porta
di nuovo a ricadere nella dipendenza

Dopo che le viene tolto l’affidamento della figlia, Marcella decide di cambiare vita. Dal
1987, inizia a collaborare con le Forze dell’Ordine, denunciando il traffico di droga e
i membri della Sacra Corona Unita. La sua testimonianza diventa cruciale per il maxi-processo contro la mafia, ma
Marcella viene uccisa prima di arrivare in tribunale. Scompare l’8 marzo 1990 e il suo corpo viene ritrovato il 5 aprile,
sfigurato e nascosto nel bosco dei Lucci. La sua morte viene vista come una punizione per chi tradisce la mafia.
