Giuseppe Tallarita

Giuseppe Tallarita lavorava all’Enichem di Gela e nel tempo libero si occupava di un terreno
agricolo di sua proprietà. Un giorno di primavera, dopo aver nito il suo turno di lavoro, si recò
nel suo terreno e notò un gregge che pascolava abusivamente. Rimproverò il pastore, ma invece
di allontanare le pecore, il pastore continuò nel suo comportamento illegale anche negli anni
successivi. Nonostante questo, Giuseppe non sporse mai denuncia. Dieci anni dopo, il giovane
pastore divenne uno dei più temuti killer della malavita organizzata e capo latitante degli stiddari
di Gela. Il 28 settembre 1990, durante uno spostamento tra i covi della sua banda, il boss passò
dalla strada che costeggiava la tenuta di Giuseppe, lo riconobbe e diede ordine di ucciderlo.

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